Carrelli abbandonati: perchè gli utenti non comprano

di Geremia Lisolo

Il mondo del commercio elettronico si è evoluto negli ultimi anni, uno dei problemi che però non sembra avere una soluzione definitiva è la percentuale di abbandono dei carrelli da parte dei clienti. Forse non verrà mai risolto del tutto ma cerchiamo di vedere se e di quanto è migliorata la situazione nel corso degli anni.

Carrelli abbandonati nel 2016

Il fenomeno dei carrelli abbandonati è in costante crescita e preoccupa non poco il mondo dell’e-commerce. Un autorevole studio di settore condotto da Compass nel 2016, dimostrò che il 25% degli utenti abbandona il carrello prima del pagamento, mentre il 70% lasciava il sito appena dopo aver aggiunto i prodotti al carrello. Dati molto preoccupanti anche perché nell’e-commerce non c’è niente di più avvilente che vedere gli utenti non ultimare l’acquisto dopo aver visionato i prodotti di un catalogo.

Una seria problematica a cui rimediare per frenarne il negativo impatto, un problema da risolvere con le giuste misure, con nuove idee e risorse. Stiamo infatti parlando di un tasso medio di abbandono di circa il 68%, una percentuale destinata a crescere senza le opportune contro misure.

Carrelli abbandonati nel 2018

Con dati aggiornati al secondo semestre 2018, SaleCycle creò un’infografica per fare un report sulla situazione del remarketing negli ecommerce. In tale infografica venne riportato il tasso di abbandono del carrello sui siti e-commerce sia globale che riguardante diversi settori.

Il tasso di abbandono dei carrelli nel 2° semestre 2018 a livello globale secondo l’infografica si attesta al 75,4%, mentre si nota addirittura che nel settore viaggi la percentuale sale all’81,8%. Qui l’infografica. Sembrerebbe che addirittura la situazione sia peggiorata negli anni. Ovviamente questo non può essere affermato in quanto sarebbe da paragonare i due studi sui carrelli abbandonati dalle due società. Però ciò che è certo, è che ogni anno che passa il pubblico del web diventa più esigente ed educato alla ricerca e all’acquisto.

Un argomento molto serio da contrastare con estrema competenza, partendo proprio dalla conoscenza delle cause che spingono gli utenti ad abbandonare il carrello senza effettuare l’acquisto. In questa logica riveste un ruolo determinante il Customer Journey, che include l’intero iter per concludere un acquisto e i punti di contatto dei consumatori con uno specifico brand. Dunque, il Customer Journey, deve essere particolarmente efficiente e ben strutturato per consentire ai potenziali clienti una procedura lineare e trasparente.

Carrelli abbandonati nel 2020

Ho cercato tante risorse che abbiano riportato delle statistiche riguardanti la percentuale del tasso di abbandono dei carrelli nel 2019, ne ho trovate un paio ma che non citano le fonti e di conseguenza è inutile parlarne. Se hai fonti certe in merito commenta l’articolo così l’aggiorniamo. Come fare dunque a valutare la % dell’abbandono dei carrelli da parte degli utenti che non completano gli acquisti negli ecommerce nel 2020? Ho pensato di analizzare il traffico di alcuni ecommerce e aggiornerò il prima possibile questo paragrafo.

Carrelli abbandonati: perché capita?

Per la maggioranza degli e-commerce il fenomeno dei carrelli abbandonati è dovuto principalmente ai seguenti problemi:

Poca fiducia trasmessa

Il motivo principale che spinge numerosi clienti online ad abbandonare i carrelli prima della conversione è riconducibile alla mancanza di fiducia. Infatti, nonostante una popolarità degli acquisti online in netta crescita, diversi utenti sono ancora poco propensi a fornire i loro dati personali. Questi ultimi non hanno alcuna intenzione di fornire i dati a società su internet senza avere la certezza di chi li tratterà.

Mancanza di trasparenza

La mancanza di trasparenza è un’altra ragione che facilita l’abbandono dei carrelli da parte dei consumatori prima dell’acquisto. In questo caso molto dipende dal fatto che, nel corso delle varie fasi legate all’acquisto, i consumatori scoprono spese aggiuntive o poco comprendibili, un fattore che evidentemente infastidisce parecchio e induce a interrompere le operazioni.

User experience

La velocità di caricamento delle pagine, la trasparenza, la compatibilità con i dispositivi elettronici mobili sono elementi caratterizzanti l’user experience. Elementi che possono influire in maniera determinante sulla propensione agli acquisti e accrescere il rapporto di fiducia nei confronti di un sito. Mediamente per ciascun secondo di attesa durante la fase di caricamento delle pagine si perde circa il 7% delle conversioni.

Condizioni di restituzione

Per tutti coloro che scelgono di effettuare degli acquisti online sono fondamentali le politiche attuate in termini di restituzione della merce. I consumatori, prima di passare all’acquisto definitivo di un prodotto, cercano precise informazioni sulle modalità di eventuali resi. Ecco perché, un sito affidabile, deve opportunamente fornire tali informazioni in maniera chiara e trasparente.

Pagamenti e iscrizione

Rispetto alle modalità di pagamento, non garantire agli utenti un alto numero di strumenti di pagamento complica notevolmente le operazioni di acquisto

Inoltre pretendere dagli utenti la registrazione al sito ad ogni acquisto può provocare nervosismo perché fa pensare immediatamente a un superfluo dispendio di tempo.

Troppi passaggi da effettuare

Molte volte a causare l’abbandono prematuro di un carrello sono i molti passaggi da fare prima di definire l’acquisto. Tra pagine da consultare, pop up da chiudere e altre proposte da rifiutare spesso i passaggi per ultimare l’acquisto sono lunghi e noiosi. Per non parlare dei dati da inserire in un form, spesso si trovano ecommerce che non hanno un processo one page per dare all’utente di concludere un acquisto in pochi secondi.

Nessun vantaggio per chi compra

Sono diversi gli utenti pronti subito a cambiare sito e-commerce in mancanza di coupon o iniziative chiare che gli promettono vantaggi specifici. Con gli acquisti online si vuole spendere sempre meno e gli sconti sono importanti, oltre ad essere un valido aiuto nella fidelizzazione del cliente e nel trasformare una semplice visita in visita di ritorno e diretta.

Errori tecnici

Buona parte dei consumatori lamentano seri problemi tecnici al momento di effettuare l’acquisto dei prodotti prescelti. Un fastidioso problema che spesso induce il cliente di turno ad abbandonare il carrello senza comprare il prodotto. Non è difficile infatti imbattersi in ecommerce o siti web in generale, che per via di errori tecnici, non consentono il completamento dell’azione di acquisto e/o iscrizione e/o contatto.

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