Il capo autoritario genera paura: tu che capo sei?

 Il capo autoritario genera paura: tu che capo sei?

Molte attività imprenditoriali di piccole dimensioni sono spesso fondate su un sistema organizzativo di tipo autoritario. Solitamente le micro imprese vengono gestite in questo modo a causa della continua presenza del “capo” che ha creato l’impresa e ha offerto un lavoro.

Un’impresa organizzata con la forma autoritaria ha spesso difficoltà a crescere più delle competenze e delle conoscenze del capo stesso.

Questo perchè le relazioni tra i componenti dell’organizzazione sono minate a tal punto da generare paura nei dipendenti e informazioni non circolanti ad ogni livello.

Quando il dipendente ha paura del capo

Spesso il titolare di azienda che adotta il sistema autoritario organizzativo nell’azienda che ha creato, scambia comportamenti servili e sottomissione per insicurezza della persona che ha alle proprie dipendenze.

Tale convinzione porta il titolare d’impresa a continuare ad organizzare la propria attività in modo autoritario credendosi l’unico capace di prendere decisioni utili allo sviluppo della propria impresa.

In realtà, con tale comportamento non fa altro che generare paura nel dipendente che “sopporta” la difficile condizione lavorativa semplicemente perchè ha come obiettivi il proprio guadagno e lavoro assicurato.

I problemi di un’organizzazione aziendale autoritaria non si limitano alla sfera ambientale, ma minano ogni settore dell’impresa che non può crescere.

Che tipo di forma organizzativa usare?

Quando il dipendente ha paura del capo, inizia a venir meno il senso di responsabilità della persona, le azioni si limitano al semplice operato impartito dal titolare, la creatività non viene stimolata e spesso l’unico momento dove si vede il diendente sorridere è alla fine della giornata lavorativa.

Esistono altri tipi di modelli organizzativi d’impresa da adottare oltre a quello autoritario. Ovvero:

  • Paternalistico
  • Consultivo
  • Partecipativo

Il modello paternalistico è simile nella forma a quello autoritario, la differenza è nella sostanza dovuta ad aspetti formali e atteggiamenti meno accentratori.
Adottare questo modello già porta ad aumentare il processo di crescita ma non è la forma organizzativa che consiglio.

Nel modello organizzativo consultivo, le informazioni circolano ad ogni livello e maggiormente rispetto ai due precedenti. In questo caso è la circolazione delle informazioni in ogni direzione che fa notare un rapporto da parte del dipendente collaborativo con il vertice e i superiori.

Infine c’è la forma organizzativa partecipativa, la mia preferita quando sono stato imprenditore nell’immobiliare.

Il clima che si respira nelle micro imprese partecipative è di forte collaborazione, il senso di responsabilità verso l’impresa è maggiore da parte di tutti, e il contributo del singolo aumenta.

Questo è a mio avviso il modello aziendale che una micro impresa deve adottare per evitare di generare paura nei dipendenti e riuscire a crescere più velocemente per scalare da micro a piccola impresa.

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