Link interni: cosa sono e come fare internal linking

di Geremia Lisolo

Cosa sono i link interni?


Con il termine internal linking, letteralmente tradotto dall’inglese linkaggio interno, si identificano tutti quei collegamenti ipertestuali che presenti su una qualsiasi pagina web compresa nel dominio, puntano ad un’altra destinazione interna del dominio stesso. Dunque i link interni, collegano attraverso un url due pagine o altre risorse presenti nello stesso sito web.

Com’è fatto un link interno?

Un esempio di codice html per creare un link interno è <a href=”dominio.it”>anchor text</a>, dove Il tag HTML <a> definisce un’ancora, l’attributo href specifica l’URL della pagina a cui è diretto il collegamento dalla pagina di origine, e prima del tag di chiusura <a/> c’è il testo ancora che anticipa il contenuto della pagina di destinazione. Dunque l’attribut href diventa collegamento ipertestuale esclusivamente per la presenza del tag di apertura e chiusura <a></a>.

Tale sintassi è ovviamente uguale a quella dei link esterni, ovvero i collegamenti che partendo da un dominio, puntano a un documento web di un’altro dominio.

Link interni a cosa servono?

le funzioni dei link interni sono diverse, hanno uno scopo navigazionale per l’utente, ma anche seo ai fini del posizionamento nei motori di ricerca.

Esempi di link interni navigazionali sono i link presenti nel menu di navigazione presenti in tutte le pagine del dominio, che consentono all’utente di navigare seguendo la gerarchia delle pagine e delle categorizzazioni per visualizzare la pagina di destinazione. Attraverso l’uso corretto di link interni dunque, è possibile creare una gerarchia di informazioni nel sito.

Un’esempio di link interni utilizzati ai fini dell’ottimizzazione seo, è dato dalla strategia seo a silo. Infatti, i link interni sono di fondamentale importanza per collegare le pagine tra i silo fisici di categorizzazione, ma anche nel creare delle categorizzazioni virtuali.

Altre funzioni dei link interni al fine di ottenere un miglior posizionamento su Google, sono quelle che vedono i link interni:

  • agevolare la scansione di tutte le pagine del sito da parte del motore di ricerca.
  • Di evitare che esistano pagine orfane
  • di distribuire correttamente l’autorevolezza in tutte le pagine web
  • Di abbassare la frequenza di rimbalzo degli utenti.

Testo d’ancoraggio

Nel paragrafo dedicato alla sintassi di un link interno, abbiamo visto che è composto anche da una parte testuale cliccabile. Tale testo cliccabile, consente all’utente di passare dalla pagina di origine per andare alla pagina interna di destinazione.

A differenza di quanto consigliato da Google per i link esterni, i cosiddetti backlink, riguardo alle anchor text dei link interni il motore di ricerca consiglia di essere anche sintetici inserendo la keyword più rappresentativa della pagina di destinazione.

Anche se Google non pone un divieto nell’utilizzo di anchor text in exact match, io consiglio sempre di non esagerare e variare il testo di ancoraggio verso una stessa pagina.

L’anchor text deve essere preciso, anche per agevolare il compito del motore di ricerca di poter indicizzare velocemente un url, all’interno di un database fatto di parole chiave.

Il testo di ancoraggio di un link interno, ha una influenza diretta sulla pertinenza semantica. Uno dei consigli che offro sempre infatti, è quello di inserire il link interno in una parte del contenuto che abbia un contesto semanticamente correlato alla pagina di destinazione.

Tipologie di link interni

I link interni non sono soltanto quelle parole cliccabili sparse nel testo, ma sono tutti quelli che da una pagina del sito web, portano ad una qualsiasi altra risorsa interna deldominio.

Facendopropria questa definizione, è facile capire che link interni sono quelli del menu, dei filtri di navigazione, delle breadcrumbs, delle immagini, ed ogni altro elemento cliccabile della pagina che porta ad un’altra pagina interna.

Un buon numero di link interni verso gli argomenti cardine del sito sarà utile per i visitatori e anche per far capire a Google che peso si vuole dare a un argomento specifico.
In questo modo si realizza una miglior link juice: quanto più i collegamenti interni sono semanticamente pertinenti, tanto più il motore giudica la loro distribuzione come funzionale nel rispondere alle query.

Il vantaggio per gli utenti è quello di fruire facilmente di contenuti ben raggiungibili, esaustivi ed autorevoli (migliora la user experience). Per i robot una buona organizzazione dei link interni è di grande aiuto per poter scansionare e categorizzare i contenuti e le pagine del sito web.

Il risultato atteso è ancora una volta quello di migliorare il posizionamento sui motori, bisogna quindi in quest’ottica fare attenzione ad evitare alcuni errori.

Allo stesso modo in cui google considera di bassa qualità un sito con elevata frequenza di rimbalzo, un link interno che porta erroneamente verso aree non pertinenti o pagine inesistenti è penalizzante.

Per realizzare un sistema di link interni funzionale ed effettivamente efficace bisogna inoltre evitare collegamenti bloccati dall’archivio robots.txt o di tipo nofollow, così come collegare tra di loro le sottopagine ed è utile ridurre al minimo i link in uscita, specie se puntano a documenti come un PDF.