Retargeting: cos’è differenza con remarketing tipologie obiettivi e strumenti

di Geremia Lisolo

Il retargeting è una soluzione di marketing, finalizzata a rievocare l’interesse manifestato in un precedente momento dal consumatore durante una visita al sito.


Si tratta infatti di una soluzione diretta a far sì che il consumatore, una volta presa visione di un suo precedente interesse manifestato, concluda l’acquisto.


Il retargeting rappresenta in termini generali, una risposta alle problematiche dei marketer, in tutti quei casi nei quali i consumatori visitino il sito web, aggiungano prodotti al carrello senza poi tuttavia completare l’acquisto.


Le statistiche evidenziano che generalmente, solo il 4% dei visitatori, finiscono con l’effettuare un acquisto, mentre il 96% abbandona il sito senza fare alcun acquisto.

E’ possibile attirare l’attenzione di questi ultimi clienti, attraverso degli annunci su prodotti da questi ultimi già visionati, o anche su articoli consigliati. Tali annunci sono finalizzati a far sì che il cliente si ricordi del marchio, torni nel sito web e concluda infine l’operazione di acquisto.

Tipologie di retargeting

Vi sono due tipologie di Retargeting: il retargeting basico e il retargeting avanzato.
Il retargeting basico, coinvolge il consumatore durante tutto il processo di acquisto, attraverso annunci di prodotti visualizzati recentemente.
Il retargeting avanzato è considerato un passo avanti per una serie di ragioni:

  • In primo luogo, vengono presentati degli annunci personalizzati al cliente basati sulle sue preferenze. Tra questi prodotti, ve ne potrebbe essere qualcuno non ancora visto, ma che ha un’alta probabilità di essere acquistato. Tali probabilità, vengono calcolate attraverso una tecnologia all’avanguardia di raccomandazione sui prodotti;
  • In secondo luogo, ciascun annuncio viene personalizzato con elementi creativi e dinamici, attraverso una tecnologia che consente di adattare la configurazione grafica dell’annuncio alle preferenze del cliente;
  • In terzo luogo, grazie all’identity matching è possibile connettersi con il consumatore, mentre questo visita il negozio fisico o faccia ricerche negli appositi siti.

E’ possibile distinguere inoltre il retargeting statico e il retargeting dinamico:

  • Il retargeting statico, opera attraverso le creazione di una serie di annunci che vengono presentati al consumatore in considerazione dei prodotti da lui presi in visione durante le ricerche effettuate nel sito. Questo viene generalmente ritenuto la scelta migliore per le imprese Business 2 Business. Il retargeting statico rappresenta infatti, un’ottima strategia quando si voglia sponsorizzare un singolo prodotto o una sola offerta, raggiungendo non solo il singolo consumatore ma una certa tipologia di destinatari finali;
  • Il retargeting dinamico, opera attraverso la creazione di annunci personalizzati per ciascun consumatore. Questo richiede l’utilizzo di tecnologie particolarmente complesse e sofisticate, tra le quali, ad esempio, i machine learning che consentono di analizzare i comportamenti e le abitudini dei consumatori. La finalità è diretta alla creazione di un annuncio personalizzato, in base alle preferenze del consumatore, così da incrementare le possibilità di conversione, ovvero di conclusione di uno o più acquisti. Questa tipologia di retargeting è particolarmente apprezzata da imprese del commerce Business 2 consumer, le quali hanno una ampia varietà di prodotti, e un’ampia clientela. Le statistiche riferibili ai marketer appartenenti agli Stati Uniti confermano notevoli miglioramenti delle vendite sino anche ad incrementi del 10% grazie alla personalizzazione degli annunci.

Relativamente ai costi del retargeting, questi dipendono essenzialmente dalla collocazione dell’annuncio, ed anche ovviamente dal budget stabilito per la campagna di retargeting. Generalmente le campagne di retargeting vengono offerte in 2 modelli:

  • Il CPM (Costo per mille impression): si paga per ogni impression, ma non vi è garanzia ai singoli clic. Si tratta di un modello non particolarmente apprezzato in ragione del fatto che spesso si paghi per una impression che si trova a fine pagina, e che quindi ha scarse probabilità di essere vista;
  • Il CPC (Costo per clic): si paga solo quando qualcuno abbia cliccato. Questo modello è particolarmente apprezzato rispetto al CPM da chi debba realizzare degli obiettivi, delle performance specifiche.

Distinzione tra retargeting e remarketing

Si tratta di due termini che molto spesso vengono confusi e intesi come sinonimi, in particolare su internet in ragione dell’obiettivo comune perseguito.
In realtà, ciò dipende dal settore al quale ci si riferisca. Vi sono infatti, settori di marketing nei quali tali strategie possono essere intese indifferentemente, ed altri nei quali invece ciò non è possibile.
Il retargeting e il remarketing sono strategie finalizzate alla conversione di un cliente, che dopo aver visionato il sito non abbia acquistato alcun prodotto. La differenza tra le due soluzioni è rappresentata dal metodo di coinvolgimento del cliente:

  • Il retargeting opera nel tentativo di riportare il cliente sul sito attraverso annunci, i quali vengono mostrati su altri siti o applicazioni;
  • Il remarketing cerca di raggiungere la medesima finalità del retargeting, attraverso email inviate al cliente. Queste possono contenere l’invito ad acquistare altri prodotti consigliati, in ragione delle preferenze del cliente, della sua cronologia acquisti, oppure possono contenere un avviso che ricorda al cliente di aver dimenticato dei prodotti nel carrello.

Obiettivi del retargeting

Il retargeting oltre a rappresentare una valida soluzione alla problematica legata agli utenti che dopo aver visitato il sito non procedono ad alcun acquisto. E’ inoltre una strategia particolarmente efficiente attraverso la quale possono perseguirsi molteplici obbiettivi tra i quali possono ricordarsi:

Incremento del tasso di conversione

attraverso il retargeting è possibile incrementare le possibilità di conversione di un cliente che abbia manifestato in precedenza un interesse, visionando il sito o mettendo un articolo nel carrello. Tale strategia, parte dal ragionamento logico sulla base del quale è più semplice convincere ad acquistare i propri prodotti un cliente che abbia manifestato precedentemente un interesse sul sito. Lo sforzo per conquistare tali clienti infatti sarà sicuramente inferiore rispetto a clienti che non abbiano mai visitato il sito e non conoscano il marchio. Infine, un efficiente utilizzo del retargeting può offrire vantaggi notevoli consentendo di raggiungere molteplici consumatori con offerte personalizzate, incrementando le vendite e i relativi profitti.

Aumento di visite di ritorno sul sito

Il retargeting opera quale promemoria, rievocando il desiderio manifestato in precedenza dal cliente sul sito, suggestionando lo stesso a rivisitare il sito con una visita diretta e procedere all’acquisto. Questa è una caratteristica particolarmente importante in considerazione del fatto che il cliente molto spesso non acquista alla prima visita nel sito, e pertanto occorre che affinché lo stesso proceda all’acquisto sia esposto ad una serie di annunci personalizzati.

Ridurre l’abbandono di prodotti nel carrello

per poter realizzare tale obiettivo, è necessario fare un’analisi per capire i motivi che hanno spinto il cliente a chiudere la pagina del sito prima di concludere l’acquisto. Queste analisi, vengono svolte attraverso programmi specifici che consentono di studiare i comportamenti dei consumatori, e quindi di adeguare il proprio sito alle loro esigenze e tendenze.

Ridurre i carrelli abbandonati

Per ridurre i carrelli abbandonati, si può intervenire migliorando il proprio sito in considerazione di diversi fattori:

In primo luogo, si può procedere a migliorare la velocità di caricamento della pagina. Le statistiche evidenziano infatti, che ai consumatori non piace aspettare, pertanto ogni secondo di attesa potrebbe ridurre le possibilità di conversione di possibili acquisti. Dopo aver proceduto ad ottimizzare la velocità di caricamento della pagina, si consiglia di provvedere ad eliminare quei passaggi superflui nella procedura d’acquisto, lasciando operativi solo quelli i quali servano a raggiungere il proprio obiettivo ovvero incrementare le possibilità di conversione e ridurre l’abbandono dei carrelli;

In secondo luogo, si può intervenire garantendo al consumatore maggiore affidabilità e sicurezza. Questo costituisce un fattore particolarmente importante, in ragione del fatto che il consumatore inserisce nel sito i propri dati sensibili. Tra i suggerimenti che possono offrirsi per raggiungere tale obiettivo vi sono principalmente quello di indicare quali siano le carte di credito accettate nel sito oppure quello di inserire un certificato ssl per mostrare l’https;

In terzo luogo, si consiglia di offrire degli incentivi economici, molto spesso infatti la causa di abbandono dell’acquisto è dovuta a delle spese di spedizione ritenute dal consumatore eccessive. Si consiglia pertanto di ridurre per quanto possibile le spese di spedizione, oppure di fare delle offerte che consentano di guadagnare un profitto senza prevedersi alcuna spesa di spedizione;

E’ possibile infine raggiungere tale obiettivo, offrendo al consumatore una comunicazione chiara e precisa dei prodotti offerti. Si consiglia di indicare i prezzi e i costi aggiuntivi, al fine di evitare possibili malintesi;

Il retargeting costituisce una soluzione cross-device e omnichannel, diretta a garantire al cliente la miglior esperienza possibile nell’acquisto. Tale soluzione consiste nel predisporre tutte le risorse necessarie affinché sia possibile interagire col cliente ovunque egli si trovi. Infatti, è possibile per taluni retargeter raggiungere il cliente sul desktop, su applicazioni o su mobile con un messaggio coerente all’esperienza di acquisto;

Convenienza del ROI (Return of investment): il retargeting è particolarmente redditizio se si adottano strategie consigliate, legate principalmente all’utilizzo di annunci personalizzati. Affinché l’attività di retargeting abbia successo, è necessario procedere ad un controllo costante del ROI. E’ necessario infatti comprendere l’efficacia delle azioni intraprese per pianificare le future attività, al fine di raggiungere gli obiettivi prefissati.

Strumenti per fare retargeting

Esistono molteplici piattaforme che permettono di fare retargeting. In particolare Google fornisce 4 strumenti di retargeting tra i quali possono ricordarsi:

  • Google display: permette di realizzare un remarketing non dinamico;
  • Google dynamic ads: permette di realizzare un Remarketing dinamico;
  • Youtube: permette di realizzare video remarketing;
  • Gli Annunci.

Attraverso la piattaforma Google, è possibile procedere alla creazione di annunci personalizzati il cui contenuto richiama i prodotti presi in visione dal consumatore nelle pagine da lui visitate.


Tra queste piattaforme può inoltre ricordarsi Facebook, il quale dedica un reparto pubblicitario ad hoc per fare retargeting.
In quest’ ultimo caso è necessario procedere ad inserire un pixel di tracciamento, il quale è una stringa di codici, che si attiva quando il consumatore compia un’azione nel sito.


Tale pixel viene installato su facebook, generando il codice nella sezione gestione eventi, ed inserendo il tag che rimandi al sito.
Attraverso tale pixel è possibile creare annunci personalizzati finalizzati ad aumentare le conversioni.

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